Ubuntu Linux per desktop deludente

Durante la scorsa estate ho installato Ubuntu Linux su un PC fisso data l’esigenza di utilizzare il kit di sviluppo CUDA di Nvidia. Nonostante la mia prima esperienza con Linux risalga a una decina di anni fa, negli ultimi anni non ho mai utlizzato Linux su Desktop, preferendo Windows prima e OSX ora. La mia scelta è caduta sulla distribuzione Ubuntu perché l’unica con aspirazione ad essere una distribuzione pensata per il desktop e supportata dal kit di sviluppo CUDA, e non avevo intenzione di complicarmi la vita e avevo la necessità di concentrarsi sullo sviluppo e non sulla gestione del sistema operativo; cercavo, in una parola, una distribuzione per desktop facile e che desse il minimo dei problemi.

Dopo qualche mese di utilizzo devo ammettere che Ubuntu, pur offrendo un desktop sempre funzionante, ha saputo deludermi sotto molti aspetti, e mi ha fatto riflettere sulla reale possibilità di Linux di essere utilizzato come sistema operativo Desktop.

L’installazione di Ubuntu è avvenuta da CD, e ha richiesto molte poche informazioni per avviare la procedura che ha installato una grande quantità di pacchetti sul mio sistema. Sicuramente esiste il modo di scegliere o limitare i pacchetti installati durante la fase di installazione, ma non è un’opzione che è stata richiesta esplicitamente e quindi dopo minuti di copia su hard disk mi sono trovato con una serie di applicazioni installate che difficilmente utilizzerò, e che in effetti non ho mai utilizzato nei mesi successivi.

Il desktop che mi è stato presentato è molto chiaro e pulito, mi hanno colpito soprattuto i font, molto chiari e leggibili. Aprendo Firefox ho ottenuto subito la connessione tramite il router (un router classico di una connessione casalinga), ma ho notato come i font (o il loro rendering?) all’interno di Firefox fossero di qualità decisamente peggiore rispetto a quelli utilizzati sul desktop; anche lo scorrimento della pagina avveniva “a scatti”, ma ho dato la colpa all’assenza dei driver specifici per la mia scheda video, che sarei andato ad installare dopo poco tempo.

Dopo qualche istante, mentre stavo controllando la posta con Firefox, un’icona sulla barra in alto mi avvertiva della presenza di aggiornamenti disponibili per il sistema operativo appena installato; avviata la procedura di installazione è iniziato il download e l’installazione di ben 236 pacchetti. Vista la mole di pacchetti da scaricare continuo a navigare fino a che Firefox non smette di rispondere; un’occhiata al tool di aggiornamento e vedo che anche quello è bloccato proprio mentre cerca di aggiornare Firefox. Provo allora a chiudere Firefox senza alcun risultato, sfodero quindi il buon vecchio xkill e miro alla finestra di Firefox. Firefox si chiude e la procedura di aggiornamento viene portata a termine.

Riapro Firefox ad aggiornamento terminato e noto che gli “scatti” nello scorrimento sono ancora presenti, e passo all’installazione dei driver della scheda grafica Nvidia e del pacchetto di sviluppo CUDA. Installando i driver Ubuntu mi avverte con toni da fine di mondo che sto installando del software proprietario, e che questo è male. Procedo e viene richiesto il riavvio della macchina. Al ritorno sul desktop noto una risposta sicuramente più rapida delle finestre, ma le pagine di Firefox continuano irrimediabilmente a scorrere a scatti. Non capita con tutte le pagine visitate, solo con quelle con un CSS più ricco, o almeno questa è l’impressione che ho avuto.

Dopo qualche giorno di utilizzo senza riscontrare problemi o comportamenti discutibili da parte di Ubuntu Linux ricevo la notifica di altri aggiornamenti disponibili; procedo ad aggiornare. Così anche il giorno successivo per un totale di una dozzina di pacchetti. Alla terza richiesta di aggiornamento in pochi giorni declino cortesemente l’avviso rimandando l’aggiornamento al termine della mia sessione di lavoro (da avviare a mano). Qualche ora dopo richiedo l’aggiornamento che viene portato a termine, per poi leggere un avviso che mi informa che l’ultima volta che è stata controllata la presenza di nuovi pacchetti risale a 3 giorni prima… rilancio il controllo e vengono trovati altri pacchetti da installare.

Ribadisco che il sistema ha funzionato sempre correttamente nonostante l’abbondanza di aggiornamenti e la frequesza con cui sono stati installati; bisogna però ammettere che una procedura di questo tipo finisce per infastidire chi utlizza il proprio desktop per fare qualcosa di diverso che non sia mantenere il proprio desktop aggiornato. La procedura si è poi dimostrata decisamente intrusiva, interrompendo il flusso di lavoro più volte e non dando la possibilità ad esempio di scaricare i pacchetti da aggiornare mentre lavoravo e procedere all’installazione alla chiusura della mia sessione di lavoro.

Attualmente ho un nuovo avviso di upgrade disponibili…

Ubuntu Linux decide di controllare lo stato di integrità del disco; trovo che sia qualcosa di molto utile e che sia una cosa ottima che sia lui stesso a suggerirla. Non trovo che sia una cosa ottima che il controllo parta all’avvio del sistema e senza chiedere una mia autorizzazione; ho la possibilità di interrompere la procedura, ma non so richiederla in un secondo momento e non mi viene dato nessun suggerimento. Anche in questo, come nel caso degli aggiornamenti, dare la possibilità di avviare automaticamente la procedura alla fine di una sessione di lavoro e non all’inizio (si parla comunque di una procedura che dura differenti minuti) sarebbe una scelta sensata nell’ottica di rendere quella che è un’esigenza del sistema operativo e non dell’utente, trasparente all’utente.

Scrivo questo post da Ubuntu Linux; il mio lavoro con CUDA è finito e non ho buoni motivi per mantenere questa installazione attiva. Ho avuto un senso di arretratezza nell’utilizzare Ubuntu Linux sul destop, spero di ritrovare la situazione migliorata la prossima volta che le nostre strade si incontreranno di nuovo.

11 Ottobre 2008
Categorie: Soluzioni

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